Mi sento ripetere di continuo che non devo far prendere brutte abitudini a Luigi. In particolare molti hanno da ridire in merito al fatto che il nanerottolo dorme arrampicato addosso a me tutta la notte.
Molti sono preoccupati per la mia salute, temono il momento in cui dovrò insegnargli a dormire nella sua culletta...
A tutte queste persone così angosciate per la mia salute vorrei dire solo una cosa... nun tenite nient'altr a fà?
Siamo tutti d'accordo sul fatto che i bambini vadano educati, ma vi sembra il caso di cominciare a farlo con uno che è innamorato alla follia della bottiglia di profumo di suo padre solo perché è tanto tanto colorata? E' il caso di farlo con un cosariello di quasi 5 kg che quando dorme addosso alla mamma la mantiene per la maglia perché ha paura che scappi???? (e questo solo perché una sera l'ho appoggiato sul letto per andare a fare la pipì!)
I bambini vanno educati, ma il tutto gradualmente. Non si può spiegare il concetto di bene e male a un neonato e quindi per il momento le uniche regole che voglio comprenda bene sono:
1 - non si fa pipì addosso a mamma (a papà eventualmente si dato che non ha mai avuto la sua dose di "acqua santa");
2- non si rigurgita sulle maglie buone di mamma;
3 - e dulcis in fundo mai e dico mai mordere la zizza di mamma solo perché quello scemo di papà ci fa il solletico sotto i piedi mentre ciucciamo.
Quando crescerà passeremo a qualcosa di più profondo e spirituale, nel frattempo mi basta questo. Anche perché crescono e lo fanno a una velocità allucinante. Ieri mi sono resa conto che tra un pò steso addosso a me non ci sta più e che sta diventando troppo pesante per andare in giro con il marsupio e risultato... mi sono messa a piangere perché vorrei tornasse ad essere quella splendida palletta di 3 kg che mi hanno messo addosso il 6 gennaio.
Per chi non avesse mai pensato di far dormire il proprio figlio steso sul petto tutta la notte dico... non sapete cosa vi siete persi... non sapete che spettacolo è svegliarsi e ritrovarsi a pochi centimetri dagli occhi due occhioni scuri e due splendide labbrucce che ti sorridono a 0 denti.
Per citare mio padre... di troppo amore non è mai morto nessuno!
All'affermazione del re dei Persiani, Serse, "con le nostre frecce oscureremo il cielo", il grande Leonida rispose "allora combatteremo al buio!"
26 feb 2014
20 feb 2014
Non ti scordar di me!!!!
Ultimamente mi capita spesso di sentire le lamentele di genitori con figli adolescenti e ne ho sentite di tutti i colori: figli che mandano a quel paese i genitori, che li considerano gli ultimi scemi preferendo i consigli di amici virtuali a quelli loro, che quasi vedono coloro che gli hanno dato la vita come i peggiori nemici.
Poi guardo Luigi e penso... come si può in poco tempo dimenticare tutto quello che c'è stato tra noi fino a quel punto?
Come può un figlio dimenticare quello che la mamma e il papà hanno fatto per loro?
Non parlo di sacrifici per mantenerli, come mandarli a scuola o altre cose materiali di questo tipo. Parlo di amore allo stato puro, quello che solo un compagno nella vita al massimo ti potrà dare ancora una volta.
So che col passare del tempo anche Luigi dimenticherà quello che abbiamo fatto insieme, ma allo stesso tempo spero in fondo al cuore che ricorderà di aver dormito serenamente steso addosso a me, oppure tenendo stretta la mia mano con le sue piccole manine perché così si sentiva più sicuro. Spero che ricorderà gli abbracci, i baci e i sorrisi che ci siamo scambiati, le passeggiate che abbiamo fatto insieme e la musica che abbiamo ascoltato.
E' vero quando si è piccoli ci sono solo mamma e papà nella nostra vita, poi subentrano amici e amori vari, ma ciò non toglie che nel cuore di una persona ci sia spazio per tutti, e se anche non ce ne fosse non vedo come sia possibile non trovarlo proprio per quei due scemi che ti hanno dato la vita.
E' vero quando si è piccoli ci sono solo mamma e papà nella nostra vita, poi subentrano amici e amori vari, ma ciò non toglie che nel cuore di una persona ci sia spazio per tutti, e se anche non ce ne fosse non vedo come sia possibile non trovarlo proprio per quei due scemi che ti hanno dato la vita.
Non lo dico per fare la morale ora che sono mamma, ma lo dico da donna che ha sempre amato la sua mamma, fino all'ultimo momento. Che se l'è goduta come se fosse rimasta neonata e non si è mai pentita di questa scelta. Lo dico da donna che pur di tenere insieme i suoi due amori è andata in giro per anni modello "io, mammeta e tu". Lo dico da persona che è convinta del fatto che un genitore, per quanto possa rompere o non essere in linea con le nostre idee resta sempre quello che regala a un figlio le carezze più belle del mondo semplicemente perché disinteressate. Non si aspetta niente in cambio e anche quando viene ricambiato con offese e astio continua ad amarti incondizionatamente come nessun altro può fare.
E allora nel caso Luigi dovesse dimenticare tutte queste cose gli farò ascoltare una canzone nella speranza che ricordi...
http://www.youtube.com/watch?v=JHC0jiuyrCQ
E allora nel caso Luigi dovesse dimenticare tutte queste cose gli farò ascoltare una canzone nella speranza che ricordi...
http://www.youtube.com/watch?v=JHC0jiuyrCQ
6 feb 2014
Gioie e dolori della maternità...
Oggi Luigi compie un mese, mentre io alle 19:10 di stasera sarò ufficialmente esaurita da un mese.
Quando fai il parto naturale pensi che una volta cacciato fuori il fagottino dal tuo utero il peggio sia passato, ebbene non è così...
Non capisco perché al corso pre - parto ti spiegano tutti come partorire, come allattare, come gestire il post parto in termini pratici e nessuno ti avvisa di cosa accadrà in termini emotivi.
Il dolore del parto nel mio caso si è limitato ad un'ora breve ma intensa, durante la quale ho detto cose di cui mi vergognerò per tutta la vita, ma pazienza.
Il casino vero comincia quando torni a casa con quel cosariello che hai partorito e che, come dice Giobbe Covatta, è uscito senza il libretto delle istruzioni.
Piange... ok, lo faccio mangiare. Continua a piangere... ok, lo pulisco. Piange ancora, forse sono colichette... ok, rall cò Mylicon e la tisanina al finocchietto. Piange ancora.... e a questo punto la domanda sorge spontanea... che cazz vuò?
Il problema è proprio lì, nell'assenza di dialogo... Io gli domando " a mamma che vuoi?" e lui risponde sempre chiagnenn, il che è abbastanza snervante. Poi casomai dopo anni cominciano a parlare e ti mandano pure a fanculo per cui rimpiangerai i giorni del pianto, ma al momento non è così.
Di giorno viene la gente a trovarci e noi dormiamo per ore ed ore, poi la notte, nel silenzio della camera da letto, ce scetamm ogni due ore così, tanto per vedere se mamma è attenta e pronta con la zizza. Intanto mamma in teoria in quelle due ore di tregua dovrebbe dormire, ma non riesce a farlo davvero perché ha il sonno leggero per timore che il pupo rigurgiti o soffochi, o che succeda qualche altra catastrofe naturale di vario genere.Per non parlare del fatto che il bambino, alla veneranda età di 20 giorni russa già come un porco e ti sveglia di continuo. Una specie di associazione a delinquere con il padre che dorme dall'altro lato.
Allora risolvi mettendotelo a dormire addosso, così lo senti e riesci a riposare meglio... e no, non va bene, gli fai prendere il brutto vizio.
Dice ma il titolo non era "gioie e dolori della maternità"? E le gioie dove stanno???
E quelle purtroppo sono indescrivibili. Non si può spiegare come ti senti quando ti dorme addosso, quando ti sorride con quella bocca sdentata ma soprattutto quando ti fa capire che tu sei tutto il suo mondo, che il tuo odore è il suo preferito e che basta una tua carezza per farlo sentire meglio.
Voi direte... è per tutte queste cose dolci che dopo una nottata insonne in cui ci siamo fatti arrivare la cacca anche in testa (per cui ci siamo dovuti lavare e cambiare alle 3 di notte... figlio e mamma), abbiamo inondato di pipì il bagno e rigurgitato addosso a mamma, che non lo hai cacciato fuori di casa? No sinceramente è per lo sguardo assassino che mi fa che desisto e che per un dono della fortuna lo fa somigliare spaventosamente a mia madre...
Quando fai il parto naturale pensi che una volta cacciato fuori il fagottino dal tuo utero il peggio sia passato, ebbene non è così...
Non capisco perché al corso pre - parto ti spiegano tutti come partorire, come allattare, come gestire il post parto in termini pratici e nessuno ti avvisa di cosa accadrà in termini emotivi.
Il dolore del parto nel mio caso si è limitato ad un'ora breve ma intensa, durante la quale ho detto cose di cui mi vergognerò per tutta la vita, ma pazienza.
Il casino vero comincia quando torni a casa con quel cosariello che hai partorito e che, come dice Giobbe Covatta, è uscito senza il libretto delle istruzioni.
Piange... ok, lo faccio mangiare. Continua a piangere... ok, lo pulisco. Piange ancora, forse sono colichette... ok, rall cò Mylicon e la tisanina al finocchietto. Piange ancora.... e a questo punto la domanda sorge spontanea... che cazz vuò?
Il problema è proprio lì, nell'assenza di dialogo... Io gli domando " a mamma che vuoi?" e lui risponde sempre chiagnenn, il che è abbastanza snervante. Poi casomai dopo anni cominciano a parlare e ti mandano pure a fanculo per cui rimpiangerai i giorni del pianto, ma al momento non è così.
Di giorno viene la gente a trovarci e noi dormiamo per ore ed ore, poi la notte, nel silenzio della camera da letto, ce scetamm ogni due ore così, tanto per vedere se mamma è attenta e pronta con la zizza. Intanto mamma in teoria in quelle due ore di tregua dovrebbe dormire, ma non riesce a farlo davvero perché ha il sonno leggero per timore che il pupo rigurgiti o soffochi, o che succeda qualche altra catastrofe naturale di vario genere.Per non parlare del fatto che il bambino, alla veneranda età di 20 giorni russa già come un porco e ti sveglia di continuo. Una specie di associazione a delinquere con il padre che dorme dall'altro lato.
Allora risolvi mettendotelo a dormire addosso, così lo senti e riesci a riposare meglio... e no, non va bene, gli fai prendere il brutto vizio.
Dice ma il titolo non era "gioie e dolori della maternità"? E le gioie dove stanno???
E quelle purtroppo sono indescrivibili. Non si può spiegare come ti senti quando ti dorme addosso, quando ti sorride con quella bocca sdentata ma soprattutto quando ti fa capire che tu sei tutto il suo mondo, che il tuo odore è il suo preferito e che basta una tua carezza per farlo sentire meglio.
Voi direte... è per tutte queste cose dolci che dopo una nottata insonne in cui ci siamo fatti arrivare la cacca anche in testa (per cui ci siamo dovuti lavare e cambiare alle 3 di notte... figlio e mamma), abbiamo inondato di pipì il bagno e rigurgitato addosso a mamma, che non lo hai cacciato fuori di casa? No sinceramente è per lo sguardo assassino che mi fa che desisto e che per un dono della fortuna lo fa somigliare spaventosamente a mia madre...
14 gen 2014
Il migliore augurio...
Qualche tempo fa, quando ero ancora all'ottavo mese di gravidanza, una signora in palestra vedendomi mi disse: "non le auguro un parto indolore, ma uno rapido".
Là per là sono rimasta perplessa e ho capito solo a partire da giorno 6 gennaio cosa voleva dire ed è un qualcosa che non vale solo per il parto.
Nessuna delle cose importanti nella nostra vita avviene in modo indolore, c'è sempre un altro lato della medaglia e quindi il migliore augurio che qualcuno possa farci è....
di fare un parto rapido, dato che indolore è impossibile;
di avere qualcuno come tua zia che mentre hai deciso di mollare e smettere di spingere, ti fa una bella cazziata e ti ricorda che tuo figlio deve uscire e che devi essere tu a farlo uscire sano e salvo;
di avere nonno Luciano che corre a casa portando il Mylicon quando al nanerottolo vengono le coliche o nonna Pina e nonno Giggino che capiscono che hai bisogno di andare a dormire anche se loro sono appena venuti a trovarti;
di avere un pediatra che ha voglia di scherzare e farti ridere anche quando tu sei completamente impallata;
di avere una bella confezione di Augmentin in casa quando ti viene una cistite da paura;
ma soprattutto di avere accanto un Agostino che ti sopporta quando hai una catastrofica crisi di pianto post parto e che si spanza dalle risate quando tu, dopo aver cambiato tuo figlio da un secondo, te lo ritrovi di nuovo tutto sporco di cacca.
In sintesi non credo valga la pena di augurare a chi si ama di non avere problemi, di non soffrire, di avere una vita perfetta... tanto non si avvererà mai questo desiderio e alla fine si finisce per diventare dei frustrati.
Io mi auguro che in futuro Luigi possa avere una vita piena di gioie e dolori e di avere sempre accanto qualcuno con cui condividere le gioie e con cui dividere il peso dei dolori.
Ma nel frattempo gli auguro...
... di avere il Mylicon a portata di mano quando gli vengono le colichette,
... di avere il Mellin 1 quando la latteria Prossomariti è in crisi come tutte le aziende italiane;
e di avere tanti pannolini a disposizione quando decide di fare cacca a ripetizione.
Là per là sono rimasta perplessa e ho capito solo a partire da giorno 6 gennaio cosa voleva dire ed è un qualcosa che non vale solo per il parto.
Nessuna delle cose importanti nella nostra vita avviene in modo indolore, c'è sempre un altro lato della medaglia e quindi il migliore augurio che qualcuno possa farci è....
di fare un parto rapido, dato che indolore è impossibile;
di avere qualcuno come tua zia che mentre hai deciso di mollare e smettere di spingere, ti fa una bella cazziata e ti ricorda che tuo figlio deve uscire e che devi essere tu a farlo uscire sano e salvo;
di avere nonno Luciano che corre a casa portando il Mylicon quando al nanerottolo vengono le coliche o nonna Pina e nonno Giggino che capiscono che hai bisogno di andare a dormire anche se loro sono appena venuti a trovarti;
di avere un pediatra che ha voglia di scherzare e farti ridere anche quando tu sei completamente impallata;
di avere una bella confezione di Augmentin in casa quando ti viene una cistite da paura;
ma soprattutto di avere accanto un Agostino che ti sopporta quando hai una catastrofica crisi di pianto post parto e che si spanza dalle risate quando tu, dopo aver cambiato tuo figlio da un secondo, te lo ritrovi di nuovo tutto sporco di cacca.
In sintesi non credo valga la pena di augurare a chi si ama di non avere problemi, di non soffrire, di avere una vita perfetta... tanto non si avvererà mai questo desiderio e alla fine si finisce per diventare dei frustrati.
Io mi auguro che in futuro Luigi possa avere una vita piena di gioie e dolori e di avere sempre accanto qualcuno con cui condividere le gioie e con cui dividere il peso dei dolori.
Ma nel frattempo gli auguro...
... di avere il Mylicon a portata di mano quando gli vengono le colichette,
... di avere il Mellin 1 quando la latteria Prossomariti è in crisi come tutte le aziende italiane;
e di avere tanti pannolini a disposizione quando decide di fare cacca a ripetizione.
31 dic 2013
Resoconto 2013...
Facciamo un resoconto del 2013 alla Bridget Jones...
Anni trascorsi... 29 (e ho detto tutto!)
Lavoro trovato... zero (a fronte di 10.000 e rotti curricula inviati)
chili presi... 13 (nun è colpa mia)
terremoti... uno (che basta e avanza per quanto mi riguarda)
soldi rubati sulla postapay ... 95 euro (ata fa e man comm e pier)
Palle dell'albero di natale rotte in fase di allestimento... due (Mallozzi ne sai qualcosa pure tu!)
IV strufolo day... saltato (cause di forza maggiore)
Fidanzato... sempre lo stesso (ha già scontato una pena di 8 anni, speriamo che si tratti di ergastolo)
amici persi e ritrovati... uno (con immenso piacere)
vacanze perse e mai più ritrovate... una (mannaggia a mort)
Papi... due (come se non ne bastava uno solo)
libri work in progress... uno (modello Bibbia o Enciclopedia Treccani)
esame scritto per abilitazione a guida turistica... superato (per l'orale sap sul a Maronn quando si farà)
figli in arrivo... uno (ca Maronn c'a mann bon)
Tutto sommato me iut bon!
All'anno prossimo...
Anni trascorsi... 29 (e ho detto tutto!)
Lavoro trovato... zero (a fronte di 10.000 e rotti curricula inviati)
chili presi... 13 (nun è colpa mia)
terremoti... uno (che basta e avanza per quanto mi riguarda)
soldi rubati sulla postapay ... 95 euro (ata fa e man comm e pier)
Palle dell'albero di natale rotte in fase di allestimento... due (Mallozzi ne sai qualcosa pure tu!)
IV strufolo day... saltato (cause di forza maggiore)
Fidanzato... sempre lo stesso (ha già scontato una pena di 8 anni, speriamo che si tratti di ergastolo)
amici persi e ritrovati... uno (con immenso piacere)
vacanze perse e mai più ritrovate... una (mannaggia a mort)
Papi... due (come se non ne bastava uno solo)
libri work in progress... uno (modello Bibbia o Enciclopedia Treccani)
esame scritto per abilitazione a guida turistica... superato (per l'orale sap sul a Maronn quando si farà)
figli in arrivo... uno (ca Maronn c'a mann bon)
Tutto sommato me iut bon!
All'anno prossimo...
30 set 2013
Sei proprio cattivo!
Per me che sono un'iraconda nata la storia di Elliott Prior è stata una vera lezione.
Quando qualcuno commette un'ingiustizia o mi fa del male gratuitamente, io subito mi arrabbio e comincio a pensare tutte le parolacce del mondo che potrei dire a quella persona per evitare di prenderla a sprangate e finire a Poggioreale.
Eppure un bimbo di quattro anni, tenuto prigioniero da dei terroristi in un centro commerciale in Kenya, quindi in una situazione ben più seria di tutte quelle in cui mi sono mai trovata io, ha trovato la soluzione più semplice del mondo... dire a uno dei terroristi una cosa che dovrebbe far vergognare chiunque... "lo sai che sei davvero cattivo!".
Siamo talmente abituati a usare parolacce nel nostro gergo attuale che quasi dimentichiamo che nel linguaggio comune esistono dei termini il cui significato dovrebbe far vergognare chiunque.
Cattivo viene dal latino captivus cioè prigioniero. Prigioniero della malvagità. Inoltre questo termine è sinonimi di riprovevole, spregevole, biasimevole, ignobile, indegno e molti altri termini pessimi che però ormai sembrano non scalfire nessuno. Ora ci offendiamo di più se qualcuno ci dà del "ricchione", termine che in fin dei conti definisce solo una preferenza sessuale, che non se qualcuno ci definisce molto semplicemente cattivi. E' vero il linguaggio si evolve ma la gente resta sempre la stessa, dà più importanza all'apparenza che alla sostanza, dà più importanza a una parolaccia che fa "apparire" diversi, che non a una parola che rivela una vera e propria meschinità d'animo.
Per assurdo il terrorista ci è rimasto male quando il bimbo gli ha detto quella cosa e si è scusato con lui. Se vado ora a dare del cattivo a certe persone che so io, quelle mi ridono pure in faccia, come se gli avessi fatto il solletico, senza rendersi conto di quanto disprezzo c'è in una singola e piccola parola. Pensare che un terrorista si è sentito colpito da quell'offesa e certe persone, ritenute normali, civili o altre cose simili, se ne sbattono altamente, mi fa capire con che razza di gentaglia ho a che fare tutti i giorni...
Quando qualcuno commette un'ingiustizia o mi fa del male gratuitamente, io subito mi arrabbio e comincio a pensare tutte le parolacce del mondo che potrei dire a quella persona per evitare di prenderla a sprangate e finire a Poggioreale.
Eppure un bimbo di quattro anni, tenuto prigioniero da dei terroristi in un centro commerciale in Kenya, quindi in una situazione ben più seria di tutte quelle in cui mi sono mai trovata io, ha trovato la soluzione più semplice del mondo... dire a uno dei terroristi una cosa che dovrebbe far vergognare chiunque... "lo sai che sei davvero cattivo!".
Siamo talmente abituati a usare parolacce nel nostro gergo attuale che quasi dimentichiamo che nel linguaggio comune esistono dei termini il cui significato dovrebbe far vergognare chiunque.
Cattivo viene dal latino captivus cioè prigioniero. Prigioniero della malvagità. Inoltre questo termine è sinonimi di riprovevole, spregevole, biasimevole, ignobile, indegno e molti altri termini pessimi che però ormai sembrano non scalfire nessuno. Ora ci offendiamo di più se qualcuno ci dà del "ricchione", termine che in fin dei conti definisce solo una preferenza sessuale, che non se qualcuno ci definisce molto semplicemente cattivi. E' vero il linguaggio si evolve ma la gente resta sempre la stessa, dà più importanza all'apparenza che alla sostanza, dà più importanza a una parolaccia che fa "apparire" diversi, che non a una parola che rivela una vera e propria meschinità d'animo.
Per assurdo il terrorista ci è rimasto male quando il bimbo gli ha detto quella cosa e si è scusato con lui. Se vado ora a dare del cattivo a certe persone che so io, quelle mi ridono pure in faccia, come se gli avessi fatto il solletico, senza rendersi conto di quanto disprezzo c'è in una singola e piccola parola. Pensare che un terrorista si è sentito colpito da quell'offesa e certe persone, ritenute normali, civili o altre cose simili, se ne sbattono altamente, mi fa capire con che razza di gentaglia ho a che fare tutti i giorni...
17 set 2013
La gravidanza secondo Sara...
Ovviamente una volta cominciata la gravidanza diventa spontaneo leggere libri, articoli e vedere video relativi a questa nuova avventura in corso, ma soprattutto ti ritrovi a parlare con una marea di gente che ha sempre un'opinione da darti... anche quando non richiesta.
Stando ai più, quando sei incinta non devi camminare, non devi andare a mare, non devi guidare, non devi andare in palestra, non devi essere depressa... l'unica cosa che puoi fare è arenarti, modello balenottera, su un divano e mangiare come un porco, con quel povero malcapitato del padre del nascituro che diventa una specie si servo della gleba.
A questo punto vorrei far un attimo riflettere tutti i pazzi esauriti con i quali ho a che fare ogni giorno.
Punto primo, secondo voi è logico, che io debba mangiare per due quando io peso 60 kg e quel povero disgraziato nel mio utero solo 600 g?
Come posso fare a non deprimermi se passo la giornata a guardare la tv, tra Uomini e Donne, Pomeriggio 5 e telenovelas varie?
Come ci rientro nei miei pantaloni se il mio culo diventa una portaerei dato che non cammino mai?
Come faccio a far uscire un bambino grosso come un melone da un buco grande quanto un uovo se i miei muscoli si sono atrofizzati sul divano?
Ma soprattutto come faccio a stare tranquilla se non la smettete di dirmi cosa devo fare? Che cazzo lo tengo a fare il ginecologo?
Ma il meglio viene quando, dopo che ti hanno fracassato le "scatole"e tu cominci a rispondere come un animale, la gente alle tue spalle, convinta di non essere udita dice: "poverina... sta nervosa perché è incinta!".
Azz 'over? Pensa che quando io e la mia panza stiamo da sole la calma regna sovrana.... arrivate voi e mi sale la pressione a palla. Non vi dico poi quando ti toccano il pancione. La palpatina mi sta pure bene, si usa e va beh, ma c'è certa gente che è capace di tenere la mano lì per tutta la durata della conversazione e intanto io nella mia testa sento una voce alquanto rude che pensa: "a vuò levà chella cazz e man si o no?".
Bei tempi quelli in cui la gente mentre parlava con me mi guardava negli occhi, in mancanza di tette decenti. Ora le tette ce le ho più che decenti ma tutti guardano la panza. E che vuoi fare, sono gli scherzi della vita. Tra gli altri consigli che mi hanno dato c'è quello di non fare troppo l'ironica quando parlo con il nascituro, ma di essere dolce e gentile. Ma non è meglio che sto bambino lo capisce subito in che casa è finito? Almeno si rassegna alla nefasta sorte che gli è toccata.
La gravidanza non è un male invalidante nè una malattia allo stadio terminale... è una fase della vita di una donna che andrebbe vissuta con serenità, ma soprattutto con immensa felicità.
Ecco perchè ho deciso di portare Luigi a passeggio già da ora che è al chiuso e pesa 600 g; di fargli fare due esercizi in palestra; di fargli tenere una lezione al Gruppo Archeologico; di fargli sistemare la biblioteca e di fargli scrivere un libro. Il tutto in compagnia della mia voce mascolina e di quella di suo padre, che continua a scherzare con me, a farmi le coccole e a bestemmiare contro la sua tesi di laurea...
Stando ai più, quando sei incinta non devi camminare, non devi andare a mare, non devi guidare, non devi andare in palestra, non devi essere depressa... l'unica cosa che puoi fare è arenarti, modello balenottera, su un divano e mangiare come un porco, con quel povero malcapitato del padre del nascituro che diventa una specie si servo della gleba.
A questo punto vorrei far un attimo riflettere tutti i pazzi esauriti con i quali ho a che fare ogni giorno.
Punto primo, secondo voi è logico, che io debba mangiare per due quando io peso 60 kg e quel povero disgraziato nel mio utero solo 600 g?
Come posso fare a non deprimermi se passo la giornata a guardare la tv, tra Uomini e Donne, Pomeriggio 5 e telenovelas varie?
Come ci rientro nei miei pantaloni se il mio culo diventa una portaerei dato che non cammino mai?
Come faccio a far uscire un bambino grosso come un melone da un buco grande quanto un uovo se i miei muscoli si sono atrofizzati sul divano?
Ma soprattutto come faccio a stare tranquilla se non la smettete di dirmi cosa devo fare? Che cazzo lo tengo a fare il ginecologo?
Ma il meglio viene quando, dopo che ti hanno fracassato le "scatole"e tu cominci a rispondere come un animale, la gente alle tue spalle, convinta di non essere udita dice: "poverina... sta nervosa perché è incinta!".
Azz 'over? Pensa che quando io e la mia panza stiamo da sole la calma regna sovrana.... arrivate voi e mi sale la pressione a palla. Non vi dico poi quando ti toccano il pancione. La palpatina mi sta pure bene, si usa e va beh, ma c'è certa gente che è capace di tenere la mano lì per tutta la durata della conversazione e intanto io nella mia testa sento una voce alquanto rude che pensa: "a vuò levà chella cazz e man si o no?".
Bei tempi quelli in cui la gente mentre parlava con me mi guardava negli occhi, in mancanza di tette decenti. Ora le tette ce le ho più che decenti ma tutti guardano la panza. E che vuoi fare, sono gli scherzi della vita. Tra gli altri consigli che mi hanno dato c'è quello di non fare troppo l'ironica quando parlo con il nascituro, ma di essere dolce e gentile. Ma non è meglio che sto bambino lo capisce subito in che casa è finito? Almeno si rassegna alla nefasta sorte che gli è toccata.
La gravidanza non è un male invalidante nè una malattia allo stadio terminale... è una fase della vita di una donna che andrebbe vissuta con serenità, ma soprattutto con immensa felicità.
Ecco perchè ho deciso di portare Luigi a passeggio già da ora che è al chiuso e pesa 600 g; di fargli fare due esercizi in palestra; di fargli tenere una lezione al Gruppo Archeologico; di fargli sistemare la biblioteca e di fargli scrivere un libro. Il tutto in compagnia della mia voce mascolina e di quella di suo padre, che continua a scherzare con me, a farmi le coccole e a bestemmiare contro la sua tesi di laurea...
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