31 dic 2013

Resoconto 2013...

Facciamo un resoconto del 2013 alla Bridget Jones...
Anni trascorsi... 29 (e ho detto tutto!)
Lavoro trovato... zero (a fronte di 10.000 e rotti curricula inviati)
chili presi... 13 (nun è colpa mia)
terremoti... uno (che basta e avanza per quanto mi riguarda)
soldi rubati sulla postapay ... 95 euro (ata fa e man comm e pier)
Palle dell'albero di natale rotte in fase di allestimento... due (Mallozzi ne sai qualcosa pure tu!)
IV strufolo day... saltato (cause di forza maggiore)
Fidanzato... sempre lo stesso (ha già scontato una pena di 8 anni, speriamo che si tratti di ergastolo)
amici persi e ritrovati... uno (con immenso piacere)
vacanze perse e mai più ritrovate... una (mannaggia a mort)
Papi... due (come se non ne bastava uno solo)
libri work in progress... uno (modello Bibbia o Enciclopedia Treccani)
esame scritto per abilitazione a guida turistica... superato (per l'orale sap sul a Maronn quando si farà)
figli in arrivo... uno (ca Maronn c'a mann bon)
Tutto sommato me iut bon!
All'anno prossimo...


30 set 2013

Sei proprio cattivo!

Per me che sono un'iraconda nata la storia di Elliott Prior è stata una vera lezione.
Quando qualcuno commette un'ingiustizia o mi fa del male gratuitamente, io subito mi arrabbio e comincio a pensare tutte le parolacce del mondo che potrei dire a quella persona per evitare di prenderla a sprangate e finire a Poggioreale.
Eppure un bimbo di quattro anni, tenuto prigioniero da dei terroristi in un centro commerciale in Kenya, quindi in una situazione ben più seria di tutte quelle in cui mi sono mai trovata io, ha trovato la soluzione più semplice del mondo... dire a uno dei terroristi una cosa che dovrebbe far vergognare chiunque... "lo sai che sei davvero cattivo!".
Siamo talmente abituati a usare parolacce nel nostro gergo attuale che quasi dimentichiamo che nel linguaggio comune esistono dei termini il cui significato dovrebbe far vergognare chiunque.
Cattivo viene dal latino captivus cioè prigioniero. Prigioniero della malvagità. Inoltre questo termine è sinonimi di riprovevole, spregevole, biasimevole, ignobile, indegno e molti altri termini pessimi che però ormai sembrano non scalfire nessuno. Ora ci offendiamo di più se qualcuno ci dà del "ricchione", termine che in fin dei conti definisce solo una preferenza sessuale, che non se qualcuno ci definisce molto semplicemente cattivi. E' vero il linguaggio si evolve ma la gente resta sempre la stessa, dà più importanza all'apparenza che alla sostanza, dà più importanza a una parolaccia che fa "apparire" diversi, che non a una parola che rivela una vera e propria meschinità d'animo.
Per assurdo il terrorista ci è rimasto male quando il bimbo gli ha detto quella cosa e si è scusato con lui. Se vado ora a dare del cattivo a certe persone che so io, quelle mi ridono pure in faccia, come se gli avessi fatto il solletico, senza rendersi conto di quanto disprezzo c'è in una singola e piccola parola. Pensare che un terrorista si è sentito colpito da quell'offesa e certe persone, ritenute normali, civili o altre cose simili, se ne sbattono altamente, mi fa capire con che razza di gentaglia ho a che fare tutti i giorni...

17 set 2013

La gravidanza secondo Sara...

Ovviamente una volta cominciata la gravidanza diventa spontaneo leggere libri, articoli e vedere video relativi a questa nuova avventura in corso, ma soprattutto ti ritrovi a parlare con una marea di gente che ha sempre un'opinione da darti... anche quando non richiesta.
Stando ai più, quando sei incinta non devi camminare, non devi andare a mare, non devi guidare, non devi andare in palestra, non devi essere depressa... l'unica cosa che puoi fare è arenarti, modello balenottera, su un divano e mangiare come un porco, con quel povero malcapitato del padre del nascituro che diventa una specie si servo della gleba.
A questo punto vorrei far un attimo riflettere tutti i pazzi esauriti con i quali ho a che fare ogni giorno.
Punto primo, secondo voi è logico, che io debba mangiare per due quando io peso 60 kg e quel povero disgraziato nel mio utero solo 600 g?
Come posso fare a non deprimermi se passo la giornata a guardare la tv, tra Uomini e Donne, Pomeriggio 5 e telenovelas varie?
Come ci rientro nei miei pantaloni se il mio culo diventa una portaerei dato che non cammino mai?
Come faccio a far uscire un bambino grosso come un melone da un buco grande quanto un uovo se i miei muscoli si sono atrofizzati sul divano?
Ma soprattutto come faccio a stare tranquilla se non la smettete di dirmi cosa devo fare? Che cazzo lo tengo a fare il ginecologo?
Ma il meglio viene quando, dopo che ti hanno fracassato le "scatole"e tu cominci a rispondere come un animale, la gente alle tue spalle, convinta di non essere udita dice: "poverina... sta nervosa perché è incinta!".
Azz 'over? Pensa che quando io e la mia panza stiamo da sole la calma regna sovrana.... arrivate voi e mi sale la pressione a palla. Non vi dico poi quando ti toccano il pancione. La palpatina mi sta pure bene, si usa e va beh, ma c'è certa gente che è capace di tenere la mano lì per tutta la durata della conversazione e intanto io nella mia testa sento una voce alquanto rude che pensa: "a vuò levà chella cazz e man si o no?".
Bei tempi quelli in cui la gente mentre parlava con me mi guardava negli occhi, in mancanza di tette decenti. Ora le tette ce le ho più che decenti ma tutti guardano la panza. E che vuoi fare, sono gli scherzi della vita. Tra gli altri consigli che mi hanno dato c'è quello di non fare troppo l'ironica quando parlo con il nascituro, ma di essere dolce e gentile. Ma non è meglio che sto bambino lo capisce subito in che casa è finito? Almeno si rassegna alla nefasta sorte che gli è toccata.
La gravidanza non è un male invalidante nè una malattia allo stadio terminale... è una fase della vita di una donna che andrebbe vissuta con serenità, ma soprattutto con immensa felicità.
Ecco perchè ho deciso di portare Luigi a passeggio già da ora che è al chiuso e pesa 600 g; di fargli fare due esercizi in palestra; di fargli tenere una lezione al Gruppo Archeologico; di fargli sistemare la biblioteca e di fargli scrivere un libro. Il tutto in compagnia della mia voce mascolina e di quella di suo padre, che continua a scherzare con me, a farmi le coccole e a bestemmiare contro la sua tesi di laurea...

2 ago 2013

Come farò a essere una buona mamma?

E' una domanda che mi ossessiona da quel 6 maggio in cui ho scoperto di essere incinta. Mi ha messa in croce questa paura e poi, mettendo in ordine la mia agenda ho trovato un foglietto che tenevo piegato tra le ultime pagine...
Quando sono partita per fare l'erasmus ad Atene ero iper eccitata immaginando le grandi avventure che avrei vissuto. Diciamo però che l'entusiasmo si è un pò spento quando la prima sera mi sono ritrovata a dormire in un ostello con altre tre persone che non conoscevo, che cambiavano continuamente nell'arco di poche ore, con i bagagli sotto la testa per non farmi rubare niente e capace solo di parlare un inglese da sopravvivenza. Mi è preso uno sconforto tale che mi sono messa a piangere. Dopo un pò per calmarmi sono andata a fare una doccia e rientrata in camera ho aperto l'altra valigia che avevo con me per prendere il pigiama. Ma appena aperta la borsa trovo sopra tutte le mie cose una busta da lettera con dietro scritto... per la mia Campanellino. Ho capito subito che ce l'aveva messa mia madre e così l'ho aperta...
Leggerai questa lettera quando finalmente stasera avrai trovato un letto e un tetto e così, quando sarebbe il momento di rilassarsi e ti piacerebbe parlare con me o meglio buttarti nel lettone al mio fianco e invece proverai quel momento di solitudine e malinconia che potrebbe esserci, potrai avere la sensazione che io sia lì a scipparti dalle ginocchia il mio cuscino e mettere nel videoregistratore una cassetta che non comincerò neppure a vedere.
Sono là e quando già dormi ti farò una carezza sui capelli.
In un momento come questo ti vengono in mente mille cose da dire, senza alcun ordine, soprattutto perché sto passando il tempo a impedire alle lacrimucce di uscire.
Non sono lacrime di tristezza, perché non si tratta di un momento triste, non sta avvenendo nessun guaio, grazie a Dio, ma è per la tenerezza, per la paura della solitudine, perché resto per un pò di tempo senza un'amica e una complice di tanti momento "diversi" e nello stesso momento provo tanta invidia per la tua avventura... Ma io non voglio farti piangere, voglio semplicemente che tu anche stasera senta il calore della nostra presenza e ti senta incoraggiata a vincere la tua sfida. 
Dormi serena ciotolina... Kalinikta agapi mu. 
Non ci vuole molto a essere una brava mamma... basta un foglio di carta e una penna!

10 lug 2013

Alla cortese attenzione del ministro della salute!

Con tutto il rispetto parlando vorrei poter dire un paio di cosette al nostro caro ministro della salute e non sapendo come comunicarle, lo faccio tramite il mio blog.
Caro ministro molto spesso le persone parlano senza conoscere la realtà dei fatti, ma che una cosa del genere venga da un ministro, il punto di riferimento di un cittadino in teoria, è di una gravità inaudita. Il sud viene molto spesso guardato con enorme pregiudizio per tutti i problemi che ha e la cosa più irritante è che molti si comportano quasi come se fosse responsabilità nostra questa situazione del cavolo.
Ebbene si è colpa degli esseri umani, ma di una piccola percentuale, che non ci mette niente a tenere sotto lo schiaffo la maggioranza, per il semplice fatto che quella "manica di fetenti" è armata e disposta a tutto, mentre il resto di noi è gente perbene che non farebbe del male neanche a una mosca.
Ora... ognuno di noi ha le sue responsabilità quando nel suo piccolo approfitta di questa situazione per giustificare le proprie mancanze, però attribuire tutto ciò che succede al singolo individuo mi sembra assurdo.
Io da napoletana adottiva e casertana di nascita, vorrei far notare una cosa. Avete una vaga idea di come sia difficile crescere ed essere una persona per bene in una zona dove si deve combattere con camorra, inquinamento naturale, corruzione e così via? Dopo tanti sacrifici sentirsi dire che ho perso mia madre per uno "stile di vita scorretto" mi sembra alquanto offensivo. Sicuramente mia madre era stressata e fumava molto, ma il signor ministro si è mai chiesto perché una persona prende a vivere così? Se si lavora da medico in un caravanserraglio come il Cardarelli e lo si vuole fare con professionalità è alquanto difficile tra tagli e stanchezza emotiva. Non è facile veder morire un proprio paziente dopo tanti sacrifici e a lungo andare il colpo si accusa. E' più semplice fare uno stile di vita sano se si può andare a lavoro quando e come si vuole, se si possiede uno stipendio di 15.000 e passa euro al mese con l'assicurazione di una pensione d'oro. E' più facile fare uno stile di vita sano se si possiede l'autista che ci porta in giro e non si deve combattere con il traffico cittadino o se si è consapevoli di poter ricorrere alle migliori cure, anche private se necessario, quando ci si ammala. Finora non ho mai visto una delle persone che ci governano stressate perché prese dal loro lavoro e dalla volontà di salvare quelli per cui lavorano.
Molte persone fanno una vita di merda non per scelta ma per necessità. Se non si mangiano cibi sani o non si fa una dieta equilibrata a volte è perché uno non può permetterselo. Come non ha tempo e soldi per andare in palestra o a fare una passeggiata.
Oltre al danno poi c'è anche la beffa. C'è gente che ha uno stile di vita sano, mangia bene, non fuma, fa sport e poi viene chiamato dopo un controllo e si sente dire che non riuscirà a diventare nonna, mamma, moglie o qualsiasi altra cosa voglia essere perché la terra in cui vive è stata avvelenata.
Lo stato dà sempre la colpa a noi ma fatemi capire, chi deve controllare e chi è armato come i camorristi e quindi potrebbe tenergli testa dov'è? Chi fa le leggi dov'è? Si sa che Scampia è una piazza di spaccio a cielo aperto ad esempio... perché non la si considera per qualche tempo come zona di guerra e si mandano i carri armati? Oppure ci potete mandare quei famosi F35 di cui si parla tanto e che non serviranno a niente. C'è tanta gente perbene in divisa e non che vorrebbe poter fare qualcosa ma non ha le possibilità di farlo se è isolata. Non possiamo fare tutto noi da soli. Io da buona cittadina, persona onesta, contribuente onesta e costante e non chiedo... pretendo rispetto dalle autorità, pretendo servizi degni delle tasse che pago e pretendo competenza e non superficialità dalle persone che vengono pagate con i miei soldi per fare il loro mestiere, a partire dallo spazzino per finire al presidente della repubblica.
Voglio poter vivere senza il terrore di morire a cinquant'anni, senza aver portato a termine la mia vita come si deve per poi sentirmi dire pure che è colpa mia.

29 giu 2013

quel terremoto di mia nonna!

Se fosse stata ancora viva mia nonna oggi avrebbe compiuto 82 anni. Una nonna sui generis tanto che quando è morta e una signora nel farmi le condoglianze mi ha detto "signorina sua nonna era una donnina così gentile e dolce!" ho pensato che avesse sbagliato funerale. Mia nonna, al secolo Maria Vienna Capizzi, era una donna particolare, dura, ma forse perché dura era stata la guerra che aveva caratterizzato la sua adolescenza. Non accettando che in quanto femminuccia non le venisse data la possibilità di uscire perché in paese c'erano i tedeschi che potevano farle del male, si bruciò i capelli e si vestì da maschio per essere libera di fare quello che le andava. Ai fratelli maggiori che la prendevano continuamente in giro, dopo un rastrellamento dei tedeschi ha tolto la scala per uscire dal nascondiglio, lasciandoli a meditare, per non dire a urlare, per qualche oretta. Una donna ribelle che all'improvviso ha deciso di sposare una carabiniere... un controsenso in essere che ha dato vita a delle scintille che solo figli e nipoti hanno avuto l'onore di vedere. Mia nonna mi ha fatto provare l'ebrezza di un'educazione vecchio stampo, a suon di ciabattate e di piatti conservati finché io, rassegnata, non decidevo finalmente di mangiare; un'infanzia però anche all'insegna di tradizioni come quella dei pomodori, delle salsicce e delle pastiere fatte in casa.
Una donna che, nonostante le avessi fatto l'affronto peggiore che potessi, essere un'atea convinta, dopo avermi ufficialmente scomunicata, mi ha continuato ad amare di immenso affetto fino all'ultimo momento.
Buon compleanno nonna.

19 giu 2013

Un nuovo medioevo...

I miei colleghi medievisti mi uccideranno per questo commento, ma da amante della romanità non posso non fare un paragone tra quello che succede ora e quello che accadde centinaia di anni fa, durante un secolo, per la precisione il III d.C., quando ebbe inizio un'altra grande crisi...
- allora i barbari, come venivano definiti a quel tempo (e come alcuni definiscono gli immigrati oggi), pressavano lungo il confine. Io non chiamo nessuno barbaro ma effettivamente l'arrembaggio di popoli stranieri sul territorio italiano è innegabile;
- i membri delle varie religioni erano in continua lotta tra loro;
- l'immondizia era diventata un problema serio e oggi stiamo facendo magnificamente il bis;
- al potere si alternavano imperatori sostenuti da comandanti stranieri (e qui mi fermo a buon intenditor poche parole) che poi hanno preso il sopravvento diventando loro stessi dei regnanti;
- il sistema burocratico inventato dai romani era diventato così complesso e lento da andare in tilt, esattamente come oggi;
- la corruzione regnava sovrana (ma va beh vi sfido a trovarmi un periodo in cui questo non accadeva);
- terremoti, cataclismi e una mini glaciazione hanno devastato la terra;
A questo punto mi sorge spontanea una domanda... dovremo aspettare altri mille anni per vedere anche lontanamente un qualcosa di simile al Rinascimento? Ma la storia non doveva essere maestra di vita e insegnare a non ripetere le cazzate del passato?
Forse mi sono persa ma davvero non capisco come si possa accettare così passivamente questo ritorno al passato. C'è di nuovo gente incazzata nera con gli stranieri, che vengono classificati tutti come malviventi e parassiti, il che è dovuto sia all'ignoranza dilagante sia al protezionismo di cui in alcune occasione queste persone usano e abusano e genera tensione. Non essere razzisti significa che siamo tutti uguali, quindi uguali diritti ma anche DOVERI per tutti. Abbiamo ripreso ad ucciderci per una religione, per un dio che ci dovrebbe dare un assurdo premio dopo la morte per esserci scannati tra di noi. Abbiamo ricominciato a credere che solo nell'al di là avremo la felicità, come se averla in vita fosse quasi peccato. Abbiamo smesso di considerarci una comunità per essere degli individui: "se a me va tutto bene sapessi che cazzo me ne fotte degli altri!", "il terremoto è stato in Emilia? Meno male che non c'è stato qui". Abbiamo di nuovo i baroni che fanno i porci comodi loro senza che nessuno possa minimamente tentare di fargliela pagare....
E se accelerassimo il processo e invece di passare per mille anni di medioevo facessimo un salto direttamente al rinascimento? Se rimettessimo l'essere umano al centro del nostro mondo anziché un dio astratto o il dio denaro che è ancora peggio?