E' una domanda che mi ossessiona da quel 6 maggio in cui ho scoperto di essere incinta. Mi ha messa in croce questa paura e poi, mettendo in ordine la mia agenda ho trovato un foglietto che tenevo piegato tra le ultime pagine...
Quando sono partita per fare l'erasmus ad Atene ero iper eccitata immaginando le grandi avventure che avrei vissuto. Diciamo però che l'entusiasmo si è un pò spento quando la prima sera mi sono ritrovata a dormire in un ostello con altre tre persone che non conoscevo, che cambiavano continuamente nell'arco di poche ore, con i bagagli sotto la testa per non farmi rubare niente e capace solo di parlare un inglese da sopravvivenza. Mi è preso uno sconforto tale che mi sono messa a piangere. Dopo un pò per calmarmi sono andata a fare una doccia e rientrata in camera ho aperto l'altra valigia che avevo con me per prendere il pigiama. Ma appena aperta la borsa trovo sopra tutte le mie cose una busta da lettera con dietro scritto... per la mia Campanellino. Ho capito subito che ce l'aveva messa mia madre e così l'ho aperta...
Leggerai questa lettera quando finalmente stasera avrai trovato un letto e un tetto e così, quando sarebbe il momento di rilassarsi e ti piacerebbe parlare con me o meglio buttarti nel lettone al mio fianco e invece proverai quel momento di solitudine e malinconia che potrebbe esserci, potrai avere la sensazione che io sia lì a scipparti dalle ginocchia il mio cuscino e mettere nel videoregistratore una cassetta che non comincerò neppure a vedere.
Sono là e quando già dormi ti farò una carezza sui capelli.
In un momento come questo ti vengono in mente mille cose da dire, senza alcun ordine, soprattutto perché sto passando il tempo a impedire alle lacrimucce di uscire.
Non sono lacrime di tristezza, perché non si tratta di un momento triste, non sta avvenendo nessun guaio, grazie a Dio, ma è per la tenerezza, per la paura della solitudine, perché resto per un pò di tempo senza un'amica e una complice di tanti momento "diversi" e nello stesso momento provo tanta invidia per la tua avventura... Ma io non voglio farti piangere, voglio semplicemente che tu anche stasera senta il calore della nostra presenza e ti senta incoraggiata a vincere la tua sfida.
Dormi serena ciotolina... Kalinikta agapi mu.
Non ci vuole molto a essere una brava mamma... basta un foglio di carta e una penna!
All'affermazione del re dei Persiani, Serse, "con le nostre frecce oscureremo il cielo", il grande Leonida rispose "allora combatteremo al buio!"
2 ago 2013
10 lug 2013
Alla cortese attenzione del ministro della salute!
Con tutto il rispetto parlando vorrei poter dire un paio di cosette al nostro caro ministro della salute e non sapendo come comunicarle, lo faccio tramite il mio blog.
Caro ministro molto spesso le persone parlano senza conoscere la realtà dei fatti, ma che una cosa del genere venga da un ministro, il punto di riferimento di un cittadino in teoria, è di una gravità inaudita. Il sud viene molto spesso guardato con enorme pregiudizio per tutti i problemi che ha e la cosa più irritante è che molti si comportano quasi come se fosse responsabilità nostra questa situazione del cavolo.
Ebbene si è colpa degli esseri umani, ma di una piccola percentuale, che non ci mette niente a tenere sotto lo schiaffo la maggioranza, per il semplice fatto che quella "manica di fetenti" è armata e disposta a tutto, mentre il resto di noi è gente perbene che non farebbe del male neanche a una mosca.
Ora... ognuno di noi ha le sue responsabilità quando nel suo piccolo approfitta di questa situazione per giustificare le proprie mancanze, però attribuire tutto ciò che succede al singolo individuo mi sembra assurdo.
Io da napoletana adottiva e casertana di nascita, vorrei far notare una cosa. Avete una vaga idea di come sia difficile crescere ed essere una persona per bene in una zona dove si deve combattere con camorra, inquinamento naturale, corruzione e così via? Dopo tanti sacrifici sentirsi dire che ho perso mia madre per uno "stile di vita scorretto" mi sembra alquanto offensivo. Sicuramente mia madre era stressata e fumava molto, ma il signor ministro si è mai chiesto perché una persona prende a vivere così? Se si lavora da medico in un caravanserraglio come il Cardarelli e lo si vuole fare con professionalità è alquanto difficile tra tagli e stanchezza emotiva. Non è facile veder morire un proprio paziente dopo tanti sacrifici e a lungo andare il colpo si accusa. E' più semplice fare uno stile di vita sano se si può andare a lavoro quando e come si vuole, se si possiede uno stipendio di 15.000 e passa euro al mese con l'assicurazione di una pensione d'oro. E' più facile fare uno stile di vita sano se si possiede l'autista che ci porta in giro e non si deve combattere con il traffico cittadino o se si è consapevoli di poter ricorrere alle migliori cure, anche private se necessario, quando ci si ammala. Finora non ho mai visto una delle persone che ci governano stressate perché prese dal loro lavoro e dalla volontà di salvare quelli per cui lavorano.
Molte persone fanno una vita di merda non per scelta ma per necessità. Se non si mangiano cibi sani o non si fa una dieta equilibrata a volte è perché uno non può permetterselo. Come non ha tempo e soldi per andare in palestra o a fare una passeggiata.
Oltre al danno poi c'è anche la beffa. C'è gente che ha uno stile di vita sano, mangia bene, non fuma, fa sport e poi viene chiamato dopo un controllo e si sente dire che non riuscirà a diventare nonna, mamma, moglie o qualsiasi altra cosa voglia essere perché la terra in cui vive è stata avvelenata.
Lo stato dà sempre la colpa a noi ma fatemi capire, chi deve controllare e chi è armato come i camorristi e quindi potrebbe tenergli testa dov'è? Chi fa le leggi dov'è? Si sa che Scampia è una piazza di spaccio a cielo aperto ad esempio... perché non la si considera per qualche tempo come zona di guerra e si mandano i carri armati? Oppure ci potete mandare quei famosi F35 di cui si parla tanto e che non serviranno a niente. C'è tanta gente perbene in divisa e non che vorrebbe poter fare qualcosa ma non ha le possibilità di farlo se è isolata. Non possiamo fare tutto noi da soli. Io da buona cittadina, persona onesta, contribuente onesta e costante e non chiedo... pretendo rispetto dalle autorità, pretendo servizi degni delle tasse che pago e pretendo competenza e non superficialità dalle persone che vengono pagate con i miei soldi per fare il loro mestiere, a partire dallo spazzino per finire al presidente della repubblica.
Voglio poter vivere senza il terrore di morire a cinquant'anni, senza aver portato a termine la mia vita come si deve per poi sentirmi dire pure che è colpa mia.
Caro ministro molto spesso le persone parlano senza conoscere la realtà dei fatti, ma che una cosa del genere venga da un ministro, il punto di riferimento di un cittadino in teoria, è di una gravità inaudita. Il sud viene molto spesso guardato con enorme pregiudizio per tutti i problemi che ha e la cosa più irritante è che molti si comportano quasi come se fosse responsabilità nostra questa situazione del cavolo.
Ebbene si è colpa degli esseri umani, ma di una piccola percentuale, che non ci mette niente a tenere sotto lo schiaffo la maggioranza, per il semplice fatto che quella "manica di fetenti" è armata e disposta a tutto, mentre il resto di noi è gente perbene che non farebbe del male neanche a una mosca.
Ora... ognuno di noi ha le sue responsabilità quando nel suo piccolo approfitta di questa situazione per giustificare le proprie mancanze, però attribuire tutto ciò che succede al singolo individuo mi sembra assurdo.
Io da napoletana adottiva e casertana di nascita, vorrei far notare una cosa. Avete una vaga idea di come sia difficile crescere ed essere una persona per bene in una zona dove si deve combattere con camorra, inquinamento naturale, corruzione e così via? Dopo tanti sacrifici sentirsi dire che ho perso mia madre per uno "stile di vita scorretto" mi sembra alquanto offensivo. Sicuramente mia madre era stressata e fumava molto, ma il signor ministro si è mai chiesto perché una persona prende a vivere così? Se si lavora da medico in un caravanserraglio come il Cardarelli e lo si vuole fare con professionalità è alquanto difficile tra tagli e stanchezza emotiva. Non è facile veder morire un proprio paziente dopo tanti sacrifici e a lungo andare il colpo si accusa. E' più semplice fare uno stile di vita sano se si può andare a lavoro quando e come si vuole, se si possiede uno stipendio di 15.000 e passa euro al mese con l'assicurazione di una pensione d'oro. E' più facile fare uno stile di vita sano se si possiede l'autista che ci porta in giro e non si deve combattere con il traffico cittadino o se si è consapevoli di poter ricorrere alle migliori cure, anche private se necessario, quando ci si ammala. Finora non ho mai visto una delle persone che ci governano stressate perché prese dal loro lavoro e dalla volontà di salvare quelli per cui lavorano.
Molte persone fanno una vita di merda non per scelta ma per necessità. Se non si mangiano cibi sani o non si fa una dieta equilibrata a volte è perché uno non può permetterselo. Come non ha tempo e soldi per andare in palestra o a fare una passeggiata.
Oltre al danno poi c'è anche la beffa. C'è gente che ha uno stile di vita sano, mangia bene, non fuma, fa sport e poi viene chiamato dopo un controllo e si sente dire che non riuscirà a diventare nonna, mamma, moglie o qualsiasi altra cosa voglia essere perché la terra in cui vive è stata avvelenata.
Lo stato dà sempre la colpa a noi ma fatemi capire, chi deve controllare e chi è armato come i camorristi e quindi potrebbe tenergli testa dov'è? Chi fa le leggi dov'è? Si sa che Scampia è una piazza di spaccio a cielo aperto ad esempio... perché non la si considera per qualche tempo come zona di guerra e si mandano i carri armati? Oppure ci potete mandare quei famosi F35 di cui si parla tanto e che non serviranno a niente. C'è tanta gente perbene in divisa e non che vorrebbe poter fare qualcosa ma non ha le possibilità di farlo se è isolata. Non possiamo fare tutto noi da soli. Io da buona cittadina, persona onesta, contribuente onesta e costante e non chiedo... pretendo rispetto dalle autorità, pretendo servizi degni delle tasse che pago e pretendo competenza e non superficialità dalle persone che vengono pagate con i miei soldi per fare il loro mestiere, a partire dallo spazzino per finire al presidente della repubblica.
Voglio poter vivere senza il terrore di morire a cinquant'anni, senza aver portato a termine la mia vita come si deve per poi sentirmi dire pure che è colpa mia.
29 giu 2013
quel terremoto di mia nonna!
Se fosse stata ancora viva mia nonna oggi avrebbe compiuto 82 anni. Una nonna sui generis tanto che quando è morta e una signora nel farmi le condoglianze mi ha detto "signorina sua nonna era una donnina così gentile e dolce!" ho pensato che avesse sbagliato funerale. Mia nonna, al secolo Maria Vienna Capizzi, era una donna particolare, dura, ma forse perché dura era stata la guerra che aveva caratterizzato la sua adolescenza. Non accettando che in quanto femminuccia non le venisse data la possibilità di uscire perché in paese c'erano i tedeschi che potevano farle del male, si bruciò i capelli e si vestì da maschio per essere libera di fare quello che le andava. Ai fratelli maggiori che la prendevano continuamente in giro, dopo un rastrellamento dei tedeschi ha tolto la scala per uscire dal nascondiglio, lasciandoli a meditare, per non dire a urlare, per qualche oretta. Una donna ribelle che all'improvviso ha deciso di sposare una carabiniere... un controsenso in essere che ha dato vita a delle scintille che solo figli e nipoti hanno avuto l'onore di vedere. Mia nonna mi ha fatto provare l'ebrezza di un'educazione vecchio stampo, a suon di ciabattate e di piatti conservati finché io, rassegnata, non decidevo finalmente di mangiare; un'infanzia però anche all'insegna di tradizioni come quella dei pomodori, delle salsicce e delle pastiere fatte in casa.
Una donna che, nonostante le avessi fatto l'affronto peggiore che potessi, essere un'atea convinta, dopo avermi ufficialmente scomunicata, mi ha continuato ad amare di immenso affetto fino all'ultimo momento.
Buon compleanno nonna.
Una donna che, nonostante le avessi fatto l'affronto peggiore che potessi, essere un'atea convinta, dopo avermi ufficialmente scomunicata, mi ha continuato ad amare di immenso affetto fino all'ultimo momento.
Buon compleanno nonna.
19 giu 2013
Un nuovo medioevo...
I miei colleghi medievisti mi uccideranno per questo commento, ma da amante della romanità non posso non fare un paragone tra quello che succede ora e quello che accadde centinaia di anni fa, durante un secolo, per la precisione il III d.C., quando ebbe inizio un'altra grande crisi...
- allora i barbari, come venivano definiti a quel tempo (e come alcuni definiscono gli immigrati oggi), pressavano lungo il confine. Io non chiamo nessuno barbaro ma effettivamente l'arrembaggio di popoli stranieri sul territorio italiano è innegabile;
- i membri delle varie religioni erano in continua lotta tra loro;
- l'immondizia era diventata un problema serio e oggi stiamo facendo magnificamente il bis;
- al potere si alternavano imperatori sostenuti da comandanti stranieri (e qui mi fermo a buon intenditor poche parole) che poi hanno preso il sopravvento diventando loro stessi dei regnanti;
- il sistema burocratico inventato dai romani era diventato così complesso e lento da andare in tilt, esattamente come oggi;
- la corruzione regnava sovrana (ma va beh vi sfido a trovarmi un periodo in cui questo non accadeva);
- terremoti, cataclismi e una mini glaciazione hanno devastato la terra;
A questo punto mi sorge spontanea una domanda... dovremo aspettare altri mille anni per vedere anche lontanamente un qualcosa di simile al Rinascimento? Ma la storia non doveva essere maestra di vita e insegnare a non ripetere le cazzate del passato?
Forse mi sono persa ma davvero non capisco come si possa accettare così passivamente questo ritorno al passato. C'è di nuovo gente incazzata nera con gli stranieri, che vengono classificati tutti come malviventi e parassiti, il che è dovuto sia all'ignoranza dilagante sia al protezionismo di cui in alcune occasione queste persone usano e abusano e genera tensione. Non essere razzisti significa che siamo tutti uguali, quindi uguali diritti ma anche DOVERI per tutti. Abbiamo ripreso ad ucciderci per una religione, per un dio che ci dovrebbe dare un assurdo premio dopo la morte per esserci scannati tra di noi. Abbiamo ricominciato a credere che solo nell'al di là avremo la felicità, come se averla in vita fosse quasi peccato. Abbiamo smesso di considerarci una comunità per essere degli individui: "se a me va tutto bene sapessi che cazzo me ne fotte degli altri!", "il terremoto è stato in Emilia? Meno male che non c'è stato qui". Abbiamo di nuovo i baroni che fanno i porci comodi loro senza che nessuno possa minimamente tentare di fargliela pagare....
E se accelerassimo il processo e invece di passare per mille anni di medioevo facessimo un salto direttamente al rinascimento? Se rimettessimo l'essere umano al centro del nostro mondo anziché un dio astratto o il dio denaro che è ancora peggio?
- allora i barbari, come venivano definiti a quel tempo (e come alcuni definiscono gli immigrati oggi), pressavano lungo il confine. Io non chiamo nessuno barbaro ma effettivamente l'arrembaggio di popoli stranieri sul territorio italiano è innegabile;
- i membri delle varie religioni erano in continua lotta tra loro;
- l'immondizia era diventata un problema serio e oggi stiamo facendo magnificamente il bis;
- al potere si alternavano imperatori sostenuti da comandanti stranieri (e qui mi fermo a buon intenditor poche parole) che poi hanno preso il sopravvento diventando loro stessi dei regnanti;
- il sistema burocratico inventato dai romani era diventato così complesso e lento da andare in tilt, esattamente come oggi;
- la corruzione regnava sovrana (ma va beh vi sfido a trovarmi un periodo in cui questo non accadeva);
- terremoti, cataclismi e una mini glaciazione hanno devastato la terra;
A questo punto mi sorge spontanea una domanda... dovremo aspettare altri mille anni per vedere anche lontanamente un qualcosa di simile al Rinascimento? Ma la storia non doveva essere maestra di vita e insegnare a non ripetere le cazzate del passato?
Forse mi sono persa ma davvero non capisco come si possa accettare così passivamente questo ritorno al passato. C'è di nuovo gente incazzata nera con gli stranieri, che vengono classificati tutti come malviventi e parassiti, il che è dovuto sia all'ignoranza dilagante sia al protezionismo di cui in alcune occasione queste persone usano e abusano e genera tensione. Non essere razzisti significa che siamo tutti uguali, quindi uguali diritti ma anche DOVERI per tutti. Abbiamo ripreso ad ucciderci per una religione, per un dio che ci dovrebbe dare un assurdo premio dopo la morte per esserci scannati tra di noi. Abbiamo ricominciato a credere che solo nell'al di là avremo la felicità, come se averla in vita fosse quasi peccato. Abbiamo smesso di considerarci una comunità per essere degli individui: "se a me va tutto bene sapessi che cazzo me ne fotte degli altri!", "il terremoto è stato in Emilia? Meno male che non c'è stato qui". Abbiamo di nuovo i baroni che fanno i porci comodi loro senza che nessuno possa minimamente tentare di fargliela pagare....
E se accelerassimo il processo e invece di passare per mille anni di medioevo facessimo un salto direttamente al rinascimento? Se rimettessimo l'essere umano al centro del nostro mondo anziché un dio astratto o il dio denaro che è ancora peggio?
24 apr 2013
Non ti curar di lor ma guarda e passa.... e se invece sorridessimo?
18 apr 2013
Tutto il mondo è paese!
Leggete questa lettera e vi renderete conto che non solo tutto il mondo è paese ma che alcune cose non cambiano mai neanche con il passare dei secoli....
"Non mi sono lagnato mai tanto delle mie occupazioni, che non mi permisero di accompagnarti in Campania quando vi andavi per motivi di salute, o di seguirti appena andata. Infatti, specialmente adesso io desideravo di essere con te per vedere con i miei occhi ciò che hai acquistato in carne e forze, e se ti avvali, senza tuo pregiudizio, dei piaceri della solitudine e della fertilità del paese. Io certo vivrei in affannoso desiderio di te anche se fossi sana; poiché è un incertezza e un affanno quel non aver talvolta notizia di chi si ama svisceratamente. Ora il doppio motivo della tua assenza e della tua infermità mi agita in vari modi. Temo di tutto, tutto immagino; e come è proprio di chi teme, ciò che più mi spaventa è ciò appunto che più mi immagino. Tanto più dunque ti prego di calmare la mia inquietudine con una o due lettere al giorno. Poiché io mi tranquillizzerò leggendo e tornerò a temere non appena avrò letto. Addio"
Questa lettera è stata scritta da Plinio il Giovane a sua moglie e quando ho finito di leggerla ho pensato subito a quando dico al mio fidanzato "Agostì quando arrivi fammi uno squillo!".
Decisamente certe ansie e certi sentimenti non hanno epoche né confini e ci dimostrano come siamo più simili ai nostri avi di quanto non siamo diversi. Alla fine le diversità caratterizzano ambiti come moda, abitudini di vita, conoscenze scientifiche... ma per quanto riguarda la vasta gamma dei sentimenti e delle pulsioni non è cambiato poi molto. C'erano allora donne forti e ribelli come pure quelle disposte a sopportare tutto per la persona che amano; uomini gelosi fino alla follia e altri capaci di amare con una dolcezza senza confini. All'epoca attendere per giorni una lettera era un'agonia... ma del resto lo è anche oggi attendere pochi minuti o poche ore l'arrivo di un sms, perché tanto per il cuore la misura del tempo è sempre la stessa... un'eternità.
"Non mi sono lagnato mai tanto delle mie occupazioni, che non mi permisero di accompagnarti in Campania quando vi andavi per motivi di salute, o di seguirti appena andata. Infatti, specialmente adesso io desideravo di essere con te per vedere con i miei occhi ciò che hai acquistato in carne e forze, e se ti avvali, senza tuo pregiudizio, dei piaceri della solitudine e della fertilità del paese. Io certo vivrei in affannoso desiderio di te anche se fossi sana; poiché è un incertezza e un affanno quel non aver talvolta notizia di chi si ama svisceratamente. Ora il doppio motivo della tua assenza e della tua infermità mi agita in vari modi. Temo di tutto, tutto immagino; e come è proprio di chi teme, ciò che più mi spaventa è ciò appunto che più mi immagino. Tanto più dunque ti prego di calmare la mia inquietudine con una o due lettere al giorno. Poiché io mi tranquillizzerò leggendo e tornerò a temere non appena avrò letto. Addio"
Questa lettera è stata scritta da Plinio il Giovane a sua moglie e quando ho finito di leggerla ho pensato subito a quando dico al mio fidanzato "Agostì quando arrivi fammi uno squillo!".
Decisamente certe ansie e certi sentimenti non hanno epoche né confini e ci dimostrano come siamo più simili ai nostri avi di quanto non siamo diversi. Alla fine le diversità caratterizzano ambiti come moda, abitudini di vita, conoscenze scientifiche... ma per quanto riguarda la vasta gamma dei sentimenti e delle pulsioni non è cambiato poi molto. C'erano allora donne forti e ribelli come pure quelle disposte a sopportare tutto per la persona che amano; uomini gelosi fino alla follia e altri capaci di amare con una dolcezza senza confini. All'epoca attendere per giorni una lettera era un'agonia... ma del resto lo è anche oggi attendere pochi minuti o poche ore l'arrivo di un sms, perché tanto per il cuore la misura del tempo è sempre la stessa... un'eternità.
27 mar 2013
Proverbio indiano...
Prima di giudicare un uomo, cammina tre lune nelle sue scarpe... questo è quanto dice un proverbio indiano che mio padre, soprattutto negli ultimi tempi, mi ripete di continuo.
Molti di noi sono giudici severi soprattutto verso gli altri e molto poco con se stessi. Ma siamo davvero sicuri di essere in grado di giudicare l'altrui operato? Abbiamo sempre tutti i dati in mano per farlo? Non è che spesso siamo un pò troppo frettolosi e superficiali?
Un grosso pregiudizio viene soprattutto dalle persone molto, a volte troppo, razionali nei confronti di problemi come stress e ansia. Questi vengono semplicemente bollati come "fissazioni" che secondo i più se non vengono controllate è per scarso impegno da parte del soggetto in questione.
Essendo uno dei soggetti in questione vorrei fare delle precisazioni. Stress e ansia, provocati soprattutto dalla società attuale che ormai vede le persone come semplici consumatori o produttori, non più come esseri umani, possono rendere la vita di una persona un inferno. Non essendo io una stoica ma un'aspirante epicurea, non ho nessuna intenzione di continuare la guerra portata avanti per anni contro le mie paure e le mie ansie perché mi sono resa conto che la situazione peggiora soltanto. Ho deciso semplicemente di accettare che sono parte di me e di convivere con esse come se fossi un portatore sano di ansia.
Ma sono anche una portatrice malsana di ira e ho avuto seri problemi di sopportazione verso chi mi giudica senza conoscermi. Ma alla fine anche lì mi sono arresa. In fin dei conti cosa me ne frega del giudizio di gente superficiale? Ci devo dividere il sonno? No. Quindi per dirla alla greca ... kanena provlima....nessun problema... a fanculo tutti. Tanto se sei buono ti tirano le pietre, se sei cattivo idem con patate, tanto vale che mi comporto in modo tale da poter tenere la testa alta davanti a quei pochi che stimo e soprattutto davanti a quella di cui temo di più il giudizio.... me stessa. La mattina quando mi guardo allo specchio vorrei evitare di pensare che sono diventata una chiavica di persona.
Un vero saggio anziché camminare per tre lune nelle scarpe di un altro prima di giudicarlo, dovrebbe dire... le mie scarpe vanno più che bene, meglio evitare quelle altrui che potrebbero essere belle all'apparenza ma avere un buco nella suola o peggio, puzzare come non mai. Quindi se proprio dovete ergervi a giudici dell'umanità, almeno camminate qualche luna delle scarpe del povero malcapitato che avete deciso di massacrare dall'alto della vostra sapienza e poi, quando avrete i piedi pieni di vesciche e di calli, tornate dal povero disgraziato e chiedete scusa.
Le scarpe più pericolose sono proprio quelle di chi si lamenta poco o niente dei suoi problemi, perché vuol dire che ce ne sono a bizzeffe e che per dignità, immensa dignità verso chi sta peggio, non si dice assolutamente niente.
A tutti i saggi del villaggio... cominciate a slacciare le scarpe!
Molti di noi sono giudici severi soprattutto verso gli altri e molto poco con se stessi. Ma siamo davvero sicuri di essere in grado di giudicare l'altrui operato? Abbiamo sempre tutti i dati in mano per farlo? Non è che spesso siamo un pò troppo frettolosi e superficiali?
Un grosso pregiudizio viene soprattutto dalle persone molto, a volte troppo, razionali nei confronti di problemi come stress e ansia. Questi vengono semplicemente bollati come "fissazioni" che secondo i più se non vengono controllate è per scarso impegno da parte del soggetto in questione.
Essendo uno dei soggetti in questione vorrei fare delle precisazioni. Stress e ansia, provocati soprattutto dalla società attuale che ormai vede le persone come semplici consumatori o produttori, non più come esseri umani, possono rendere la vita di una persona un inferno. Non essendo io una stoica ma un'aspirante epicurea, non ho nessuna intenzione di continuare la guerra portata avanti per anni contro le mie paure e le mie ansie perché mi sono resa conto che la situazione peggiora soltanto. Ho deciso semplicemente di accettare che sono parte di me e di convivere con esse come se fossi un portatore sano di ansia.
Ma sono anche una portatrice malsana di ira e ho avuto seri problemi di sopportazione verso chi mi giudica senza conoscermi. Ma alla fine anche lì mi sono arresa. In fin dei conti cosa me ne frega del giudizio di gente superficiale? Ci devo dividere il sonno? No. Quindi per dirla alla greca ... kanena provlima....nessun problema... a fanculo tutti. Tanto se sei buono ti tirano le pietre, se sei cattivo idem con patate, tanto vale che mi comporto in modo tale da poter tenere la testa alta davanti a quei pochi che stimo e soprattutto davanti a quella di cui temo di più il giudizio.... me stessa. La mattina quando mi guardo allo specchio vorrei evitare di pensare che sono diventata una chiavica di persona.
Un vero saggio anziché camminare per tre lune nelle scarpe di un altro prima di giudicarlo, dovrebbe dire... le mie scarpe vanno più che bene, meglio evitare quelle altrui che potrebbero essere belle all'apparenza ma avere un buco nella suola o peggio, puzzare come non mai. Quindi se proprio dovete ergervi a giudici dell'umanità, almeno camminate qualche luna delle scarpe del povero malcapitato che avete deciso di massacrare dall'alto della vostra sapienza e poi, quando avrete i piedi pieni di vesciche e di calli, tornate dal povero disgraziato e chiedete scusa.
Le scarpe più pericolose sono proprio quelle di chi si lamenta poco o niente dei suoi problemi, perché vuol dire che ce ne sono a bizzeffe e che per dignità, immensa dignità verso chi sta peggio, non si dice assolutamente niente.
A tutti i saggi del villaggio... cominciate a slacciare le scarpe!
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