8 mag 2012

A tu per tu con la storia....

Domenica sono stata alle Fosse Ardeatine e ho visitato il luogo della strage accompagnata dal figlio di uno degli uomini uccisi dalle SS in quel fatidico 24 marzo. Precisamente si trattava dell'erede dell'uomo sepolto nella tomba 160, perchè purtroppo, dato l'altro numero di morti inizialmente chi ha ritrovato i corpi, non riuscendo ad identificarli li ha segnati con un numero. Ogni anno fanno una manifestazione con tanto di presidente della repubblica per ricordare la strage, eppure molti, me compresa non hanno capito gran che di quello che è successo. Io non sapevo ad esempio che erano morti solo uomini, 335 in totale. A forza di ricordare la strage in associazione allo sterminio degli ebrei ho finito anche per credere che la maggior parte fossero tali... in realtà di ebrei ce ne erano 75. Il resto erano prigionieri politici. Dopo la strage di via Rasella, nella quale morirono 30 tedeschi (26 sul colpo e il resto durante la notte per le ferite riportate) furono prelevati dalle carceri circa 250 condannati per reati politici, appartenenti a varie frange del partito di liberazione e furono uccisi insieme a quei 75 ebrei nelle fosse. Vi consiglio di andare di persona in quel posto per il semplice fatto che 335 è un numero, ma quando cominciate a vedere le foto sulle bare, quei 335 numeri diventano occhi, naso, mento e tante tante lacrime. E' sempre bello entrare in contatto con la storia perchè trasferisce delle sensazioni che dovrebbero spingere gli esseri umani a non comportarsi più come bestie. 
Quando sono stata in Grecia nel 2004 con il progetto Erasmus ho avuto però la possibilità di incontrare la storia di persona: tutto è cominciato quando ho conosciuto ad Olimpia una signora che aveva vissuto direttamente la strage degli italiani a Cefalonia.
Eravamo in giro per il Peloponneso con una punto nera. Avevamo finito la benzina e così i  miei amici erano andati a cercare un contenitore e una pompa di benzina mentre io facevo la guardia alla macchina. Capirai! Se qualcuno decideva di assalire il forte sai che fine facevo.
Di fronte a me c’era una signora anziana con un fazzoletto di stoffa in testa molto colorato. La signora aveva una ottantina d’anni ma si dilettava ancora ad intrecciare cesti di vimini. Era seduta su una sedia e la scena sembrava così particolare che ho cominciato a fissarla. Mi sono avvicinata e ho osservato per qualche minuto la velocità e la precisione con cui intrecciava il cesto. Ad un tratto la mia amica tedesca, Claudia, che parlava bene italiano, mi ha chiamata. Io, in italiano, le ho chiesto di aspettare qualche minuto. A quel punto la signora ha alzato lo sguardo e ha detto in perfetto italiano:

  • Napoletana?

Io ero strabiliata. Dopo qualche attimo ho risposto con un laconico “si”. Così mi ha raccontato di essere diventata amica, diciamo forse qualcosa di più di una semplice amica, di un soldato italiano morto a Cefalonia. Con grande vergogna quando lei mi ha raccontato quell’avvenimento storico ho dovuto ammettere che non ne sapevo niente. Mi sentii così mortificata che una volta tornata a casa cominciai ad informarmi.
Ho letto molti libri ed ho visto vari film. Così ho scoperto dell’esistenza di un reduce ancora in vita: il signor Amos Pampaloni. Lui era stato uno dei responsabili del famoso referendum indetto tra i soldati in quell'isola il giorno dell'armistizio e lui con i suoi si è ribellato ai tedeschi pur sapendo che li avrebbero uccisi. 
Proprio per una ossessione congenita di mandare lettere a chiunque  (ereditata da mio nonno Ciccio) ho deciso di scrivergli adattando a lui una battuta del film “Genio Ribelle” :
dato che tutti gli eroi che io amo sono morti (io studio archeologia e storia antica, non è che porto jella), avrei voluto avere il piacere non solo di leggere di loro, ma di poter anche sentire l’odore di un eroe. Per me lei è una specie di Leonida moderno.

Lui mi ha risposto, con una lettera scritta con una di quelle vecchie macchine da scrivere della Olivetti, dove se sbagli devi correggere mettendo una bella “x” sulla lettera errata.

Comm. Dr. Amos Pampaloni                        Firenze, 21 aprile 05
Cara signorina,
la ringrazio per la sua gentile lettera che mi ha commosso per i suoi sentimenti espressi con tanta semplicità e che dimostrano quanto lei ami il bello, la Grecia e la Patria.
Anche io amo molto la Grecia e sopra a tutto il suo popolo onesto democratico e amante della Pace.
Io ormai sono troppo vecchio, stanco,deluso da una umanità dove comandano i produttori e i commercianti di armi da guerra e non aiuta i poveri, gli affamati, i bambini del terzo mondo.
Con le mie residue energie mi dedico tutto a fare conoscere alle nuove generazioni gli orrori della guerra ed a diffondere la cultura xxxx della Pace: tutte le guerre sono barbare anche quelle di questi giorni per abbattere un dittatore o per imporre la democrazia.
Se avrà occasione di venire verso nord, sarò felice di conoscerla personalmente come pure mia moglie.
La saluto affettuosamente.

A dire la verità quando gli ho scritto nemmeno immaginavo che rispondesse e, invece, circa una settimana dopo mi chiama mia madre per dirmi che avevo ricevuto un lettera da un certo “Amos Pampaloni di Firenze”. E’ così che sono stata invitata a casa di un eroe.
Mi ha aperto proprio lui la porta, era alto e con due occhi azzurro cielo. Poi mi ha detto:

  • Buongiorno signorina la stavo aspettando; però mi deve scusare ma ho qualche problema di udito.

 A quel punto io ho pensato che se fossi arrivata a 90 anni in quelle condizioni avrei acceso una candela a San Gennaro, soprattutto considerando che il signor Pampaloni era stato sparato in testa, era sopravvissuto all'esecuzione e aveva continuato per anni a fare il partigiano in Grecia.
E’ stato bellissimo sentire quegli avvenimenti di cui avevo letto, raccontati in prima persona. In particolar modo la storia del “referendum” indetto tra i soldati per decidere comunemente come agire. Davvero splendido.
La sua storia ha colpito anche lo scrittore Marcello Venturi che ha scritto il romanzo "bandiera bianca a Cefalonia". Quel giorno Pampaloni mi disse che lo scrittore aveva dedicato a lui il libro ma che la dedica era stata fatta in maniera molto particolare...ed io alla fine ho capito come: il personaggio principale del romanzo si chiama Aldo Puglisi le cui iniziali sono AP proprio come Amos Pampaloni.

25 apr 2012

Siamo diversi!

Non so quante volte ho sentito questa espressione: siamo diversi! E meno male. Ma la cosa più assurda è che questa espressione così ovvia e scontata è spesso seguita da un'altra totalemente idiota: tu non puoi capirmi! Se l'essere diversi comporta incomprensione beh la vedo dura perchè non credo esista un essere umano uguale ad un altro. I bianchi guardano storto i neri e viceversa, gli etero i gay e viceversa e così via fino a renderci conto che ognuno serra i ranghi ed esclude dal proprio mondo chi è diverso da sé. E' un modo per proteggerisi? Sarà, ma a me sembra solo un modo per isolarsi. Le situazioni peggiori si hanno quando i membri di un gruppo che si considera vessato o in minoranza anziché, essere aperto, ripagano gli altri con lo stesso isolamento cui sono costretti loro. Siamo tutti esseri umani con due mani, due piedi e un naso eppure siamo completamente diversi uno dall'altro per idee politiche, religiose, morali, per cultura, esperienze personali, traumi e così via. Non c'è uno di noi uguale ad un altro. Chissà perchè però abbiamo stabilito che ci sono delle categorie e che ognuno deve muoversi nella propria categoria senza sconfinare. E' un pò come i cani, sono tutti cani ma ognuno di una razza diversa e bisogna farli accoppiare con quelli della propria razza se si vuole ottenere un risultato ottimo. Eppure io ricordo che quando ero piccola e avevo un Pastore Tedesco la più bella cucciolata che abbia mai fatto l'ha avuta da un Setter. Sono venuti fuori tanti Pastori Tedeschi tutti con le orecchie abbassate. Non saranno stati perfetti ma erano speciali, unici nel loro genere. Spero che col tempo la gente impari a stare con chi è diverso da sé, più che altro per imparare cose nuove che, stando con quelli simili a sé stessi, non conosceranno mai.
Una volta un mio amico, figlio di genitori divorziati, mi ha detto, in merito a una questione relativa al rapporto genitori figli: tu non puoi capirmi perchè non hai i genitori separati. Bene, aiutami a capire. Non possiamo avere un mondo in cui i gay stanno solo con i gay, i figli di divorziati con i figli di divorziati e gli orfani con gli orfani, sarebbe un mondo monocromo. Io sono orfana di madre al momento, ma il mio ragazzo e molti miei amici non lo sono: loro imparano da me e io imparo da loro. Basta solo spiegarsi e non mi sembra un'impresa titanica.
Ogni essere umano è il più bel pezzo di alta moda che esista al mondo perchè è unico e anziché continuare a sottolineare la nostra normalità o anormalità, sottolineamo la nostra unicità che è meglio!|

24 apr 2012

Consegnare maglia e pantaloncino!

Ovviamente quello che è successo allo stadio durante la partita Genoa - Siena non poteva passare inosservato. Una manica di esaltati che tiene in ostaggio dei giocatori per 40 minuti ... praticamente un sequestro di persona. Le cose su cui riflettevo sono due: la polizia solitamente usa a caricare i manifestanti con una certa facilità dove stava? Come si fa a permettere a degli esaltati di fare una cosa del genere? Non riesco a capire come mai in certe occasioni si faccia un così facile uso del manganello e poi si permetta a degli stupidi, perchè per me quelli non sono tifosi, di fare una cosa del genere. La situazione è tornata alla calma solo perchè i giocatori sono scesi a compromessi con loro e non perchè qualcuno si è preoccupato di gestire la situazione in maniera decente. Detto ciò proseguo chiedendo, in particolar modo a quell'esagitato che ha preteso dai giocatori "maglia e pantaloncino"... ma tu con la crisi non stai avendo nessun problema? No perchè per farti venire un'idea geniale del genere solo perchè la tua squadra ha avuto un anno di merda non devi avere proprio un cazzo a cui pensare di serio. Ultimamente si sta perdendo il senso della realtà. Il calcio, nato come sport, come gioco, è diventato un business economico spaventoso e soprattutto una valvola di sfogo per gente repressa e violenta. Spesso ho discusso con un mio amico in merito all questione ultras e ci siamo scontrati pesantemente eppure io resto della mia idea: ci deve essere qualcosa che non va e lo si capisce da alcuni dettagli. Come mai gli ultras sono contrari alla carta del tifoso? Come mai gli ultras non possono guardarsi la partita come tutti gli altri seduti su un cavolo di sediolino ma devono stare sempre in piedi a cavallo della protezione? Come mai (e qui parlo di Napoli) gli ultras devono gestire i posti a sedere? Ma come potete pensare che tornerò mai allo stadio se una volta comprato il biglietto devo andare 4 ore prima della partita per occupare un posto che non è neanche quello per cui ho pagato per poi stare in piedi sul sediolino per 2 ore di partita?
Per non parlare di tutto sto schifo del calcioscommesse.
Ora dico io vogliamo riportare i piedi a terra e renderci conto che si tratta di un semplice gioco? Entusiasmante, coinvolgente, appassionato... ma pur sempre un gioco, che non può portare un essere umano a comportarsi come un animale.
Io vorrei chiedere agli ultras che hanno preteso maglia e pantaloncino dai loro giocatori che li hanno "delusi"... come vi sentireste se ogni volta che a lavoro avete un periodo di merda vi chiedessero di andare via? come vi sentireste se ogni volta che come mariti fate schifo vostra moglie vi mettesse alla porta? Come vi sentireste se ogni volta che come padri non siete validi vostro figlio vi dicesse che dovete andarvene?
Eppure pensavo che il rapporto tra squadra e tifoso fosse come un matrimonio... nella buona e nella cattiva sorte!

18 apr 2012

Amori tormentati o semplici?

Mi è capitato spesso di leggere in internet discussioni inerenti a film, telefilm e libri nelle quali appare evidente che le persone amano gli amori tormentati. Più una love story è altalenante più piace. Anzi, vi dirò di più, quando la protagonista o il protagonista finiscono per scegliere un amore semplice, lineare, senza alti e bassi da montagne russe, il pubblico addirittura protesta. Queste vite tormentate che ci presentano alcuni film e romanzi fanno perdere il senso della realtà; fanno desiderare cose inesistenti e spingono a considerare la semplicità come un qualcosa di negativo rispetto ad un'eccitante complessità. C'è chi arriva a litigare solo per dare pepe a una relazione che potrebbe essere movimentata in molti altri modi. Bisogna fare attenzione a non scambiare la vivacità di un rapporto con il suo essere tormentato. una cosa complessa e difficile non è mai buona.
A proposito di aspettative assurde e disilluse vi ripropongo una lettera d'amore che avevo pubblicato tempo fa su fb e che è perfetta per spiegare a tutti come la penso sull'amore:

Mi sono rotta di leggere sui giornali di uomini che ti fanno i massaggi ogni giorno, che ti preparano un tappeto di rose, viaggi in hotel di lusso o con tappe assurde o dichiarazioni improponibili per dimostrati il loro amore. Perchè? Perchè sono queste le cazzate che spingono le persone a credere che gli uomini che non fanno questo siano noiosi.

Ecco allora che vi propongo la mia dichiarazione d'amore. Una dichiarazione rivolta ad un bambinone di 26 anni che vive con me e che mi fa esaurire stando ore davanti al computer, svegliandosi modello zombie e portando a casa calzini sporchi e pieni di sabbia dal calcetto. Un bambinone che non mi ha mai fatto un tappeto di rose, proposto viaggi assurdi o fatto dichiarazioni d'amore... un bambinone che però è stato con me quando meno lo meritavo, che è stato con me quando ho dato i numeri per la malattia e la morte di mia madre, che non mi ha rinchiusa quando per lo stress ho quasi buttato a terra una libreria, che mi sopporta in fase premestruo e che alcuni giorni quando torno a casa mi dice tutto trionfante che ha tolto i panni.

Spero che questa persona non faccia mai cose astruse per me, perchè mi piacciono quei piccoli gesti che capiamo solo noi due, come quando la sera, anche se sto già dormendo, prima di addormentarsi mette su boing così non faccio gli incubi, oppure quando mi porta al cinema a vedere i film di Russell Crowe anche se sa bene che mi comporterò come una 15enne con gli ormini in subbuglio, o ancora quando è disposto a fare dei tour de force anche in vacanza solo per portarmi a vedere "4 pietre".

Non è che mi basta questo... e che non potrei desiderare di meglio!

15 apr 2012

Senza Dio!

Quello che è successo al giovane Morosini non può non scatenare delle reazioni emotive simili a un terremoto di proporzioni notevoli. La gente su facebook si è convinta, chissà per quale insano motivo, che pubblicando le foto di questo povero ragazzo riverso a terra gli si renda onore e lo si ricordi. Io credo che ci vorrebbe un pò più di rispetto, limite che facebook molto spesso contribuisce a valicare con scuse come quella di ricordare qualcuno o denunciare degli abusi. Se davvero si vuole rispettare qualcuno lo si fa in silenzio, non dichiarandolo al mondo intero e soprattutto senza perdere tempo a vedere tutti i video e le foto che riportano un momento tristissimo.
Negli ultimi tempi sentendo di suicidi, rapine finite male e poi anche della storia di Morosini, mi faccio sempre la stessa domanda che sembra confermare il mio credo: ma dove cazzo è Dio? Dove si è andato a nascondere? E guai se qualcuno di voi osa dirmi una frase di un'idiozia tale che nessuno dovrebbe mai pronunciare: Dio porta via sempre i più buoni. Ma chi cazzo glie lo ha chiesto? Chi gli ha detto che se ne volevano andare? Se Dio esistesse davvero allora bisognerebbe fargli un discorsetto circa la distribuzione della buona e della cattiva sorte. Non è giusto che esistano esseri come i nostri politici che, nonostante stipendi da paura, continuano a rubare impunemente senza pagare mai lo scotto delle loro azioni e poi, esiste un povero disgraziato che ha perso madre, padre e fratello e nonostante ciò ha deciso di essere una persona onesta per poi ritrovarsi accasciato su un campo da gioco a 25 anni.
Sinceramente a questo punto sono sempre più convinta della mia fede. Non esiste nessun Dio! Esiste solo il caso che distribuisce in maniera diseguale male e bene e alla fine ci riporta nell'oblio dal quale siamo venuti in un sonno eterno. Non so se a qualcuno questa immagine faccia paura ma a me dà pace perchè così ho smesso di cercare un senso a tutto questo caos, lo accetto e nel momento in cui me ne andrò finalmente dormirò serenamente in eterno, senza il periocolo, abbastanza remoto, di ritrovarmi in paradiso con tanta gentaglia.

13 apr 2012

Sensi di colpa!

La cosiddetta sindrome di Gesù Cristo sembra essere più diffusa di quanto credessi. Gente che si sente responsabile di tutti i mali del mondo e che si sente continuamente in colpa anche per l'aria che respira. Questa sindrome può provocare tutta una serie di comportamenti assurdi, per non dire allucinanti, che oltretutto non hanno alcuna utilità. Sentirsi in colpa perchè abbiamo più di qualcun altro non ha senso. Quel senso di colpa non aiuterà certo chi sta peggio. C'è chi arriva a rinunciare alla propria felicità per non dover avvertire questo genere di senso di colpa ma sarebbe come gettare nell'immondizia un piatto di pasta perchè un altro non può permetterselo: uno spreco! L'unico modo, a mio avviso, per rispettare chi ha meno di noi è apprezzare ciò che abbiamo. Se ho studiato e lavorato una vita intera e in questo modo ho ottenuto uno stipendio lauto non posso sentirmi in colpa verso chi ha meno di me, tanto più se questo avere meno è dovuto a mancanza di volontà o a disonestà.
Chi ha un buon lavoro, chi è in salute e chi ha amici e parenti che gli stanno vicino dovrebbe svegliarsi ogni mattina e comportarsi come se avesse vinto un terno al lotto e non come se tutto ciò che possiede gli fosse dovuto. Considerando il numero di malattie che esistono al mondo bisogna considerarsi miracolati se si nasce e si vive sani. Considerando la crisi economica che è in atto bisogna considerarsi miracolati se si ha la possibilità di vivere bene e non sentire la necessità di buttarsi fuori da una finstra.
Quella che sto facendo potrebbe sembrare psicologia spicciola e in effetti lo è; semplicemente credo che non ci voglia gran che per vivere bene, basterebbe un'abbondante, infinita, estrema semplicità. Non posso permettermi il telefonino da 400 euro? ne comprerò uno da 20 tanto telefona comunque; non posso permettermi l'Ipad? bene vuol dire che si ricomincerà a giocare a nascondino e a pallone che è molto più economico. Non posso permettermi di uscire tutte le sere? bene vuol dire che inviterò i miei amici a casa mia per una bella partita a carte tanto comunque ci si diverte. Se questi sono i problemi che avete ringraziate la fortuna perchè al momento c'è chi non sa come mettere il piatto a tavola, come assicurare ai propri figli una vita dignitosa, chi è costretto a mettersi la dignità sotto i piedi per avere il minimo indispensabile. Quando senti di una donna che ha raccolto soldi via web facendo credere a tutti di essere una malata terminale solo per avere un matrimonio da sogno ti verrebbe da chiederle... ma perchè se ti sposavi con un semplice vestitino bianco e poi ti facevi una pizza con amici e parenti l'amore tra te e tuo marito valeva meno?
Cominciamo a fare noi dei tagli... alle cose inutili della vita.

12 apr 2012

Come il Partenone!

Questa mattina ho sentito dell'ultimo post pubblicato da Vasco Rossi sul suo facebook. Alcuni probabilmente si saranno esaltati alle sue parole, altri si saranno scandalizzati, soprattutto per il passaggio nel quale afferma che sigarette, alcol e cazzate varie fatte nella sua vita hanno contribuito a mantenerlo vivo. Sinceramente ho provato una pena infinita per quest'uomo. Il suo intervento su facebook mi ha dato la sensazione di una disamina pubblica della propria vita volta per lo più a rassicurarsi. Quel continuo ripetere di non essersi mai pentito di ciò che ha fatto nel bene e nel male mi ha dato tanto la sensazione di un'autorassucurazione. In pratica mi è sembrato che scrivendo quelle parole Vasco Rossi volesse convincersi di determinate cose. Nessuno ha il diritto di giudicare l'esistenza altrui ma se la propria vita e le proprie azioni vengono pubblicizzate in questo modo poi ci si può aspettare una conseguenza o almeno un commento. Se non si volessero consensi e commenti non si scriverebbero certe cose su facebook. A mio parere se per mantenersi vivi si sente l'esigenza dell'intervento di un fattore esterno si diventa una specie di tossico, dipendente da quel fattore quasi come un drogato. C'è chi dipende da alcol, sigarette e droghe varie, ma c'è anche chi è dipendente da amici, compagno/a o altre persone. Sarebbe bello trovare il senso della propria vita in se stessi e permettere poi agli altri o alle altre cose di completarlo.
Faccio un paragone artistico per spiegare come la penso. Io mi sono sempre considerata come il partenone. Si tratta di un tempio imponente e bello di per se; le metope, le statue e tutti gli altri elementi decorativi lo arricchiscono, ma anche senza quelli è stupendo. Beh dovremmo essere tutti così: forti e belli anche senza il bisogno di decorazioni come vestiti, compagni, sigarette e alcol che ci rendono in alcuni casi più smart e cool; altrimenti tolta tutta la decorazione cosa resta? E quindi chiedo a Vasco... tolte tutte queste cose che lo hanno tenuto in vita, come dice lui, cosa resta? La sua musica è sua o è effetto di sigarette, alcol e droga?